E’ stata data la possibilità ai visitatori di scoprire un’attività affascinante ma scomparsa da tempo: la costruzione di imbarcazioni in legno secondo metodi tramandatisi per secoli. Si tenga conto che la carpenteria navale, nelle linee essenziali, è rimasta inalterata dal periodo romano fino alla prima metà del XX° secolo. E’ stata esposta la collezione completa di tutti gli attrezzi usati per la lavorazione del legno, con operazioni manuali, nel cantiere navale di Siracusa. La collezione (circa 220 pezzi), ritenuta di particolare interesse storico-scientifico, è stata sottoposta a vincolo di protezione da parte dell’Asse.to ai Beni Culturali della Regione Sicilia. Grafici con sintesi di ricerche storiche, planimetrie e fotografie hanno descritto la storia del cantiere navale e delle sue componenti.
E’ stata esposta una barca da pesca (“u buzzettu”) decorata e dotata di vele tradizionali.
I metodi di costruzione tradizionali sono stati documentati dall’esposizione di una piccola barca in corso di costruzione, di sagome (“iabbi”), progetti, semi modelli di costruzione, attrezzi di calcolo e manuali tecnici. L’esposizione di un “dinghi” e di una rara collezione di modellini, costruiti dagli stessi calafati, ha documentato le imbarcazioni tradizionali e da diporto delle nostre coste.
Le famiglie di mastri d’ascia che si sono succedute nell’ultimo secolo e mezzo sono state descritte dagli alberi genealogici e da una collezione di fotografie e documenti.
La mostra ha avuto un notevole consenso di pubblico, più di 4.500 visitatori in 24 giorni di esposizione, e lusinghieri giudizi di stampa e televisione.
Catalogo della mostra è stato il libro “I calafatari” (vedi approfondimento nella sez. pubblicazioni). |